Torino non ha bisogno di nuove armi

Il taser è un’arma pericolosa, che può avere effetti letali sulle persone fragili: per ammissione della stessa azienda produttrice il taser può portare alla morte nello 0,25% dei casi, se usato nei confronti di soggetti con problemi cardiovascolari, epilettici o tossicodipendenti – condizioni che non possono essere note all’agente che lo usa.

Dal 2000 ad oggi sono 1081 le persone morte negli Stati Uniti a causa del suo utilizzo.

Le gravi implicazioni sanitarie lo rendono uno strumento di scarsa utilità: ogni agente con il taser deve preallertare il 118 per avere un’ambulanza pronta per intervenire con un defibrillatore.

La pericolosità e l’inutilità di tale strumento, che viene oggi utilizzato come alternativa al manganello e non alle armi da fuoco, sono denunciate da anni da Mauro Palma, garante nazionale dei diritti delle persone detenute, da Antigone, da Amnesty International, dall’Ordine dei Medici – e Sinistra Ecologista condivide totalmente questa posizione.

Affermare che il taser è uno strumento che aumenterà la sicurezza è pura propaganda: per questo ieri abbiamo votato contro la mozione della Lega che chiedeva di estenderne l’utilizzo alla polizia municipale di Torino – che purtroppo però è stata approvata dal Consiglio Comunale.

Non abbasseremo la guardia sul punto, e confidiamo che le valutazioni che verranno effettuate dalla Giunta, in particolare sulle conseguenze sanitarie dell’uso del taser, ne eviteranno l’utilizzo.

In Consiglio comunale ieri il sindaco ha spiegato bene cosa intenda questa amministrazione per la strategia di “sicurezza integrata” e noi ci ritroviamo nelle sue parole: presidio del territorio, ma soprattutto sicurezza sociale, e con un’attenzione particolare alla funzione rieducativa del carcere.

Ieri mattina Stefano Lo Russo si è recato alla scuola primaria Parini di Aurora ad incontrare bambini, docenti, famiglie. Poi ha ascoltato con noi al Parco Peccei il segretario della CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro Landini chiedere salari più alti e lavoro stabile. Ieri pomeriggio gli studenti del Liceo Einstein hanno camminato insieme per le vie del loro quartiere. E sempre ieri il quotidiano La Stampa ha raccontato “L’altra Barriera”, cioè le tante associazioni che costruiscono quotidianamente relazioni solidali.

Per noi una città sicura e inclusiva per tutte e tutti si costruisce così: una strategia integrata fatta di presenza visibile e positiva sul territorio, partecipazione, risposta ai bisogni sociali, crescita dell’occupazione, contrasto a tutte le forme di disagio e povertà. Con nuove leggi, più razionali e umane, sulle droghe e sull’immigrazione. E anche con un investimento sulle forze dell’ordine, volto però a migliorarne il trattamento lavorativo e la formazione, non certo a rafforzarne l’imprinting repressivo tramite la dotazione del taser, risposta demagogica e totalmente inefficace ai problemi che vive la nostra città. Non è di nuove armi che Torino ha bisogno.

7 giugno 2022

Alice Ravinale e Sara Diena

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