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sara diena

Revocata la scorta a Pino Masciari. Diena (SE): “Scelta azzardata e pericolosa”

A causa della sua ribellione alla mafia, Pino Masciari, con sua moglie e i suoi due figli è stato costretto a lasciare la Calabria, per essere prima inserito in un Programma Speciale di Protezione per 13 anni e poi, dal 2010 in libertà sotto scorta qui a Torino. Le sue denunce hanno colpito direttamente alcune tra le famiglie più potenti della ‘ndrangheta in tutte le province calabresi. E così, dopo varie ripercussioni per mano della criminalità organizzata (incendi, danneggiamenti, furti, minacce e violenze nei confronti dei familiari), come un fulmine a ciel sereno il 15 ottobre Pino Masciari riceve la notifica di revoca della scorta.

Sara Diena al Cannabis Talk di Roma

Milano, Bologna, Torino, Firenze, Roma, Napoli, Lecce, Latina. Cambia la geografia ma non cambia l’analisi: dall’affollamento delle carceri alla carenza dei farmaci a base di cannabis terapeutica, dall’eccesso di repressione sui piccoli consumatori alla totale assenza di programmi di educazione e prevenzione rivolti ai giovanissimi.

Qualcosa sta cambiando, ma questi luoghi rimangono dei mostri giuridici peggiori delle carceri. È ora di chiuderli

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni ha effettuato un sopralluogo presso il Centro di Permanenza e Rimpatrio insieme al Capogruppo di Liberi Uguali Verdi alla Regione Piemonte e membro della segreteria nazionale di SI, Marco Grimaldi, e alle consigliere di Sinistra Ecologista al Comune di Torino, Alice Ravinale e Sara Diena, e alla Città Metropolitana, Valentina Cera.

Effetto serra, effetto guerra: il discorso di Sara Diena a “Pace Proibita”

I combustibili fossili sono diventati una sorta di arma di distruzione di massa: è nostra responsabilità riconoscerlo, e con coraggio emanciparci immediatamente da questa dipendenza nociva sia a livello umano che ecologico. durante gli ultimi anni che restano per correggere le conseguenze di due secoli di sviluppo industriale su 10mila anni di storia umana.

A una guerra fossile guidata dal profitto opponiamo una pace rinnovata, che superi le diseguaglianze profondissime, la violenza sistemica e il collasso ecoclimatico, e abbracci invece la costruzione collettiva di basi nuove: nonviolenza e sostenibilità.
Un altro mondo è possibile perché la guerra è fossile, la pace è rinnovabile.