Sara Diena

Sono nata nel 2000 a Moncalieri. Ho sempre vissuto in Borgo San Paolo, a Torino, in una dimensione a sé stante dal resto della città, con dinamiche di piccolo quartiere comunitario tra le scuole e le chiese. La Parrocchia San Bernardino ha ospitato la fase della mia crescita dal catechismo fino ai percorsi di educazione alla cittadinanza attiva e ai campi estivi, prima da educanda e poi (tutt’ora) da educatrice.

Questo spirito di cittadinanza, unito all’eredità partigiana di mio nonno, mi ha spinto a vivere sempre più attivamente il quartiere e la città durante gli anni del Liceo Classico Massimo d’Azeglio. Ho fatto parte del collettivo Mompracem del mio liceo e l’ultimo anno ho avuto l’onore di inaugurare il presidio scolastico di Libera intitolato a Filomena Morlando, vittima innocente di mafia. Da lì ho iniziato a partecipare con interesse alle iniziative promosse da Libera e a interfacciarmi con altri presidi scolastici della città, fino a diventare nel 2019 referente del presidio universitario Hyso Telharaj, vittima innocente di caporalato.

Nel frattempo, ho preso parte attivamente al movimento Fridays for Future Torino per far fronte alla crisi climatica. Per tre anni, ogni venerdì, siamo scesi in piazza Castello per esprimere il nostro coinvolgimento e il nostro timore; col tempo abbiamo iniziato a dialogare col territorio, collaborando con altri movimenti e associazioni (quali Greenpeace, Legambiente, Extintion Rebellion), andando a parlare nelle scuole, trovando spazi culturali alternativi per comunicare il nostro messaggio di giustizia climatica e sociale.

Ho partecipato all’organizzazione della piazza del 10 dicembre 2019 sotto il nome di Sardine Torino raccontando a una folla di 40 mila persone le mie paure e le mie speranze per questo decennio decisivo, minacciato dall’avanzata delle destre e dall’inazione climatica.
Verso la fine del 2020 sono entrata in un’organizzazione di volontariato presso i mercati generali, al Centro Agro Alimentare di Torino, che si occupa di ritirare l’invenduto dai grossisti, selezionarlo accuratamente e ridistribuirlo a famiglie bisognose attraverso comitati di quartiere, chiese e moschee, salvando ogni settimana tra le 10 e le 20 tonnellate di frutta e verdura.

Tutto questo durante la triennale di Scienze internazionali, dello sviluppo e della cooperazione dell’Università di Torino, fortemente colpita dalla didattica a distanza.

Faccio la babysitter per finanziare la mia passione per lo sport, i viaggi e la montagna.