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Nuovo ospedale zona Nord-Ovest: la posizione di Sinistra Ecologista

Sul nuovo ospedale della zona nord-ovest 𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐮𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐯𝐨𝐥𝐠𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐝𝐢 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐞 e scelte così importanti per il futuro della città siano più condivise, sia dal Consiglio comunale e dalle Circoscrizioni, sia dalla Conferenza socio-sanitaria. Serve anche, urgentemente, un 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐬𝐞𝐝𝐞 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 del mondo sanitario affinché il progetto possa trovare il massimo grado possibile di condivisione, ascoltando preoccupazioni e proposte, facendo conoscere meglio i dossier e le analisi predisposte tanto dalla Regione quanto dal Comune. Coinvolgere cittadini e attori interessati non è soltanto doveroso, ma è anche necessario affinché una progettazione così complessa possa partire nel modo più spedito possibile.

L’INAIL ha stanziato 𝟏𝟖𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐨𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐞, che sappiamo essere assolutamente necessario: è una cifra non sufficiente a gestire costi di bonifica o di acquisto di aree da privati, ed è per questo che le aree considerate dalla Città sono di proprietà pubblica e poco o per niente costruite.

Non lo abbiamo mai nascosto: per noi questo rappresenta un problema, perché 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢𝐦𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐚𝐭𝐨 è 𝐮𝐧 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐮𝐥𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞.

In questi mesi abbiamo 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡é 𝐬𝐢 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐬𝐬𝐞𝐫𝐨 𝐚𝐫𝐞𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐞𝐥𝐥𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚 e anche – come deciso con l’atto approvato a inizio gennaio in consiglio comunale – per far sì che il nuovo ospedale sia completamente a 𝐳𝐞𝐫𝐨 𝐞𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐧𝐞𝐭𝐭𝐞, che si predispongano eventuali compensazioni a partire dal progetto preliminare e che venga 𝐦𝐚𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐨𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐨𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐕𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐀𝐦𝐞𝐝𝐞𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐯𝐨𝐢𝐚, per evitare speculazioni o vuoti urbani come insegna il Maria Adelaide.

Apprendiamo ora che nell’incontro di questa mattina le Giunte di Regione e Città sono arrivate ad un accordo di massima sulla Pellerina nonostante la contrarietà manifestata: 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐢𝐫𝐫𝐞𝐦𝐨𝐯𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐬𝐮𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢.

Nella Penisola fiumi e laghi in sofferenza, abbiamo già raggiunto uno stato di severità idrica. 𝐒𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐫𝐢𝐧𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐞. Per questi motivi chiediamo di destinare altrettanti mq edificati a area parco. Il consumo di suolo 0 e il recupero della permeabilità attraverso misure di de-sealing in ambiente urbano non può essere solo un slogan, ma deve essere concretamente considerato nel progetto sin da subito.

E 𝐚𝐧𝐝𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐛𝐨𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐞𝐚 𝐓𝐡𝐲𝐬𝐬𝐞𝐧: i soldi destinati all’ospedale non erano sufficienti al ripristino di quell’area, ma va superata la vergogna di uno stabilimento abbandonato da 15 anni dalla società che ne è proprietaria, che è di fatto fuggita dalla nostra città dopo essersi resa responsabile della strage sul lavoro del 6 dicembre 2007 e che certo ha tutti i mezzi finanziari per pagare le bonifiche.

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