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GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO E SOVRAINDEBITAMENTO

La Giunta Cirio, appena insediata, si è data l’obiettivo scellerato di cancellare la legge regionale sul gioco d’azzardo n. 9 del 2016, l’unica che aveva saputo contrastare il fenomeno. 

I dati dell’Ires e degli stessi uffici dell’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte hanno premiato la bontà di questa misura, registrando che negli anni in cui è stata in vigore i piemontesi hanno giocato meno d’azzardo e hanno perso meno soldi rispetto al resto d’Italia: 770 milioni giocati in meno ogni anno in Piemonte, con una sensibile contrazione delle perdite (-18% contro il -3% italiano). Risorse rimaste nelle tasche dei giocatori socialmente più svantaggiati, un impatto più basso sul servizio sanitario. Inoltre, l’eliminazione delle slot machine dalle città piemontesi non ha incentivato l’uso del gioco online: in Piemonte infatti è aumentato del 45%, meno del 48% nazionale.

La Giunta Cirio non solo ha boicottato questa operazione di equità sociale, ma non ha neanche usato i fondi stanziati per la comunicazione e la prevenzione.

Nonostante una dura opposizione in Consiglio e un coro di voci unanime e preoccupato in difesa di quella legge – dalle associazioni che si battono contro la criminalità organizzata, ai sindacati, agli operatori sociali e sanitari a contatto con le fragilità, agli istituti di ricerca – la maggioranza di destra è andata avanti ciecamente fino all’approvazione, nel luglio del 2021, della L.R. 19/2021: una liberalizzazione di fatto del gioco d’azzardo e un vero e proprio favore a quelle lobby del gioco che – grazie a tale intervento – non solo hanno goduto di una sanatoria, ma addirittura sono state messe in una condizione di monopolio pur non essendosi mai adeguate alla legge del 2016, con effetti economici e sociali gravissimi a maggior ragione nella crisi che a breve travolgerà tutto. 

Nel 2022 sono stati spesi in Italia 136 miliardi per il gioco d’azzardo. A beneficiarne sono anche le mafie, mentre migliaia di persone si sono trovate sul lastrico a causa della ludopatia, una grave patologia che annienta la mente.

Secondo l’Osservatorio del Ministero della Salute sul gioco d’azzardo, il consumo cresce e le patologie sono esplose, insieme alle situazioni di disagio e marginalità sociale, ed è acclarato che la criminalità organizzata ha messo le mani su questo mercato.

In Piemonte, sempre nel 2022, sono stati spesi in quel settore 4,13 miliardi di euro. La Regione – insomma – ha fatto cassa sulla pelle e sul dramma di tante persone che in molti casi hanno dovuto ricorrere all’usura per far fronte ai debiti accumulati.

Siamo davanti a un dato politicamente ed eticamente riprovevole a cui va posto rimedio.

Dopo l’approvazione della L.R. 19/2021, ci siamo immediatamente messi a disposizione per sostenere la raccolta firme organizzata da Libera, ACLI, ARCI, CGIL, Ordine dei Medici e tante altre realtà, al fine di lanciare una proposta di legge regionale d’iniziativa popolare per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico.

Purtroppo, il Consiglio regionale del Piemonte ha bocciato la proposta, firmata da 12 mila cittadini

Nostro obiettivo è l’abolizione della legge del 2021 e il ritorno alla legge del 2016, modificata con ulteriori restrizioni.

Bisogna diminuire il numero degli apparecchi e puntare a ridurre il consumo di gioco d’azzardo. Darsi l’obiettivo di dimezzare i punti di offerta, vietare ogni forma di pubblicità. Realizzare una forte campagna di sensibilizzazione per raggiungere anche gli utenti del gioco online, soprattutto i più giovani.

Occorre mettere in atto azioni per aiutare le persone vittime della patologia del gioco d’azzardo.

Sulla ludopatia non si scherza e, soprattutto, non si gioca.