Vai al contenuto

E se gestissimo diversamente gli sfalci, tutelando la biodiversità?

Nel mondo circa il 40% delle specie di insetti sono in diminuzione, circa un terzo sono minacciate di estinzione, e la massa totale degli insetti diminuisce globalmente del 2,5% all’anno. Allo stesso tempo gli insetti sono fondamentali all’agricoltura, basti pensare che il 75% delle piante coltivate viene impollinata dagli insetti, un servizio ecosistemico che vale circa 577 miliardi di dollari all’anno.

L’uso massiccio di pesticidi nelle campagne rende sempre più importanti le aree verdi urbane per la conservazione degli insetti, in particolare di quelli impollinatori, ma per aiutarli a sopravvivere e a riprodursi bisogna che le aree verdi urbane vengano gestite diversamente ed è fondamentale lasciare crescere l’erba almeno fino alla fioritura delle specie più importanti.

Ovviamente questo non significa abbandonare le aree verdi a se stesse, ma cambiare il modo di gestire i tagli affinché vengano lasciati spazi destinati alla fioritura e agli insetti, limitando gli interventi alle aree intorno ai sentieri, alle panchine, ai giochi, alle fontane e in generale dove l’erba alta potrebbe impedire alle persone di godere del verde urbano.

Per raggiungere questi obiettivi serve una mappatura ragionata delle aree verdi, individuando le funzioni di ciascuno spazio (spartitraffico, area sosta, rotonda, area libera) e definire per ciascuna area un programma di gestione degli sfalci che riesca a coniugare le varie esigenze in modo ragionevole.

Per questo oggi abbiamo presentato in Commissione una nostra proposta di mozione a prima firma di Alice Ravinale che propone una diversa gestione degli sfalci nelle aree verdi. Un lavoro complesso, che nasce dall’attività di Francesca Gruppi, coordinatrice al verde della Circoscrizione 8. Sappiamo che nelle ultime settimane sono state tante le segnalazioni relative all’erba alta, perché le forti e frequenti piogge di maggio, hanno ritardato il completamento degli sfalci in varie Circoscrizioni, ma allo stesso tempo hanno consentito la crescita rigogliosa dell’erba e la fioritura di numerose specie floreali: dalla malva selvatica, al dente di leone, alla piantaggine, al convolvolo, alla mentuccia, al trifoglio pratense, al papavero. Questo ha portato con sé la comparsa di numerose api e altri insetti impollinatori.

Oltre alla biodiversità, una diversa gestione degli sfalci favorirebbe anche l’assorbimento dell’acqua, riducendo il rischio di allagamenti e contribuendo alla ricarica delle falde acquifere e alla conservazione del suolo, poiché le radici dell’erba lo trattengono migliorando la sua struttura e la sua capacità di trattenere l’acqua.

Con la nostra proposta, chiediamo alla città di agire in maniera articolata, concordando con le Circoscrizioni un piano rinnovato degli sfalci che tenga conto degli obiettivi di resilienza climatica e tutela della biodiversità, ma anche disponendo di concerto con le Circoscrizioni una cartellonistica nelle aree preservate, al fine di spiegare alla cittadinanza le ragioni e i benefici di tale scelta.

Si tratta di promuovere percorsi di educazione, tutela e promozione della biodiversità per salvaguardare le api e gli altri insetti impollinatori attraverso progetti di rigenerazione ambientale e sociale, ma anche di progettare l’arricchimento delle aree verdi della città per quanto riguarda la vegetazione presente, in modo tale da avere fioriture più numerose, variegate e – ove possibile – scalari, al fine di alternarsi lungo tutta la stagione vegetativa.

Con la nostra proposta Torino diventerebbe parte di quelle città, come Milano, Bergamo, Padova, ma anche Berlino, Francoforte e molte altre, che in Italia e in Europa hanno deciso di gestire le proprie aree verdi per coniugare la fruizione dei cittadini con la tutela della biodiversità, raggiungendo uno degli obiettivi del Green Deal europeo. La discussione in Commissione di questa mattina è stata complessa, ma utile. Grazie all’Assessore Francesco Tresso che ha sostenuto l’iniziativa e condivide la sensibilità che l’ha motivata.

Queste misure si rendono necessarie per la tutela di ecosistemi e per contrastare il cambiamento climatico che ha portato alla perdita di biodiversità, rientrando nella EU Biodiversity Strategy to 2030 e in linea con la Nature Restoration Law approvata dal Parlamento Europeo pochi giorni fa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *